martedì 6 marzo 2012

CON IL POPOLO SIRIANO FINO ALLA VITTORIA DELLA DEMOCRAZIA E DELLA LIBERTA’

Questo nuovo appello, che riprende i temi e le proposte di quello già circolato, è indirizzato a organizzare iniziative dove possibile in solidarietà con la lotta del popolo siriano per la libertà e la giustizia e contro ogni intervento militare.
Vi invitiamo ad aderire e ad organizzare e partecipare a queste iniziative.

Per adesioni: rivoluzionesiriana@libero.it 



Il mondo assiste, impotente e distratto (a parte coloro che vorrebbero approfittare della situazione per l'ennesimo intervento "umanitario"), alla carneficina in corso in Siria, dove da mesi il popolo sfida la repressione, la tortura, le stragi e gli omicidi del regime per chiedere democrazia, libertà e dignità. La rivoluzione siriana è parte integrante della primavera araba, del risveglio di milioni di donne e di uomini che vogliono liberare sé stessi ed i propri Paesi dalla tirannia, dall’oppressione e dallo sfruttamento, in Siria come in Egitto, Tunisia, Bahrein, Yemen, Giordania, fino all’Arabia Saudita dominata da una delle monarchie più reazionarie ed oscurantiste che la storia ricordi.
Noi condanniamo senza appello la repressione feroce del dittatore Assad e del suo clan: migliaia di morti, negazione della libertà di informazione ed assassinio di giornalisti, migliaia di arresti di dissidenti, omicidi e pestaggi di giornalisti, vignettisti, esponenti di organismi di difesa dei diritti umani, distruzioni di massa, sequestro e tortura di migliaia di desaparecidos.

Con la stessa forza, rifiutiamo la retorica dell’ennesima “guerra umanitaria”: dalla Jugoslavia all’Iraq, al pantano afghano ancora in corso fino al recente precedente libico, abbiamo visto le sofferenze, i morti causati dalla Nato per “proteggere” i civili, l’indegno gioco sulla pelle delle popolazioni. Qualsiasi intervento straniero sottrarrebbe alla popolazione siriana e alle forze democratiche e rivoluzionarie il controllo sul futuro del loro paese e la sua sovranità, rendendolo prigioniero degli interessi delle grandi potenze, globali e regionali.
Vogliamo sostenere la rivoluzione siriana nella lotta per una vera democrazia, il rispetto dei diritti umani, la giustizia e la dignità, così come sosteniamo l’eroica lotta del popolo palestinese contro l’occupazione israeliana, per il diritto alla vita, alla terra ed alla libertà.
Fra poche giorni, il prossimo 15 marzo, ricorrerà il primo anno dall’inizio della sollevazione del popolo siriano contro il regime del clan Assad: facciamo appello a tutte gli amici e le amiche della giustizia e della pace, a tutte le forze politiche democratiche ed antifasciste, a manifestare in tante città contro il regime assassino di Bashar Assad, per il sostegno a tutte le popolazioni arabe in rivolta, in solidarietà alla forze popolari, democratiche e rivoluzionarie, partecipando poi alle iniziative della comunità siriana di opposizione.

Non vogliamo embarghi contro la popolazione, siamo contro ogni intervento militare “senza se e senza ma”, che si chiami missione “umanitaria” o No Fly Zone. Vogliamo l’immediata cessazione delle operazioni militari del regime contro la popolazione. Vogliamo che l’Onu organizzi una commissione di inchiesta indipendente e non armata che si rechi immediatamente in Siria e verifichi le violazioni dei diritti umani e costruisca le condizioni per elezioni libere e la fine della repressione. Vogliamo che sia il popolo siriano a decidere del proprio futuro. Vogliamo che la solidarietà dei popoli abbracci la lotta della popolazione siriana.

Piero Maestri, Germano Monti, Fabio Marcelli, Vauro Senesi, Vittorio Agnoletto, Franco Russo, Ciro Pesacane, Riccardo Torregiani, Annamaria Rivera, Laura Quagliuolo, Simona Cataldi, Karim Metref, Maria Carla Biavati, Fabio Ruggiero, Fabio Michelangeli, Roberto Dati


Coordinamento Nazionale Siriano per il Cambiamento Democratico, Giuristi Democratici, Ipri-Rete Corpi Civili di Pace, Associazione RETOUR




L’appuntamento a Roma sarà di fronte l’ambasciata siriana, in Piazza dell’Aracoeli; a Milano, in Corso Sempione, davanti alla sede RAI

giovedì 12 gennaio 2012

BASTA CON LA REPRESSIONE IN EGITTO E IN SIRIA, LIBERTA’ PER I POPOLI ARABI

Pubblichiamo l'appello contro la repressione e per la libertà di tutti i popoli arabi.

Il bisogno di libertà e la tenace lotta per la giustizia delle donne egli uomini del nord Africa e del medio oriente non si ferma. Ancora nelle piazze dell’Egitto e della Siria – come in altri paesi arabi - migliaia di persone manifestano per mettere fine a regimi autoritari e illegittimi; ancora le cosiddette “forze dell’ordine” uccidono, reprimono, cercano di fermare le rivolte per la giustizia, la libertà, la dignità.

In Egitto le elezioni formalmente “democratiche” non hanno messo fine al dominio delle forze armate e alla repressione della parte più radicale e conseguente del movimento democratico e rivoluzionario. Le proteste al Cairo, gli scioperi di diversi settori produttivi, le manifestazioni delle donne sono il segno di un processo democratico che non si può fermare alle sole elezioni e soprattutto non può essere sotto la tutela delle forze armate.
Perché l’Egitto possa davvero avviarsi sulla strada della democrazia, le forze armate devono abbandonare il potere politico e i loro affari economico-finanziari.

In Siria, il regime di Bashar El Assad da mesi sta reprimendo con violenza le manifestazioni dell’opposizione.
Migliaia di morti documentati da testimoni indipendenti, espulsione o arresti di giornalisti non legati a testate “embedded” al regime (o a qualche altro interesse straniero); migliaia di arresti di dissidenti, ammessi dallo stesso regime; repressione della libertà di stampa, compresi omicidi e pestaggi di giornalisti, vignettisti, esponenti di organismi di difesa dei diritti umani; applicazione costante dello stato di emergenza malgrado la promessa di una cancellazione mai di fatto avvenuta.
La legittimità del regime baathista è da tempo finita e non è possibile sostenerla sulla base degli schieramenti internazionali e nella regione.
La popolazione siriana è vittima più volte: è vittima della repressione e dell’autoritarismo del regime; è vittima del disinteresse della cosiddetta “comunità internazionale” preoccupata che possa saltare un equilibro regionale che garantisce oggi un stato di conflitto “freddo” utile agli interessi di Usa, Europa, Israele e delle altre potenze regionali e non; vittima delle manovre dei regimi arabi reazionari (Arabia saudita, Giordania e Qatar in prima fila) che vorrebbero scalzare Assad per insediare un regime più malleabile ai loro interessi.
Noi non possiamo e non vogliamo arrenderci alle ragioni della “geopolitica” ma vogliamo schierarci con le ragione della libertà, della giustizia, della dignità.

Siamo contro qualsiasi intervento militare in Siria sia perché il recente precedente libico ha mostrato le sofferenze, i morti causati dalla Nato per “proteggere” i civili, l’indegno gioco sulla pelle delle popolazioni, sia perché qualsiasi intervento straniero sottrarrebbe alla popolazione siriana e alle forze democratiche e rivoluzionarie il controllo sul futuro del loro paese e la sua sovranità, rendendolo prigioniero degli interessi delle grandi potenze e/o delle potenze regionali. In questo senso, segnerebbe l'affossamento di qualsiasi sbocco positivo della rivolta e un ulteriore colpo al processo rivoluzionario in tutto il mondo arabo e mediorientale.
Vogliamo sostenere le/i democratiche/democratici egiziane/i nella loro lotta per una vera democrazia e il rispetto dei diritti umani e di giustizia e dignità.

Per tutto questo facciamo appello a tutte/i le/i democratiche/ci perché si sviluppi anche in Italia una campagna forte e diffusa:
•           per il sostegno alla popolazione siriana e ai democratici egiziani, la fine della repressione – e per il sostegno a tutte le popolazioni arabe in rivolta e in solidarietà alla forze popolari, democratiche e rivoluzionarie; contro la repressione dei regimi e per il loro isolamento politico internazionale – dal basso e istituzionale – che non comporti embarghi contro la popolazione;  
•           contro ogni possibile intervento militare “senza se e senza ma”: no ad ogni missione “umanitaria”, alle NoFlyZone (primo passo della guerra), all’invio di truppe e all’utilizzo delle basi militari in Italia. Vogliamo che l’Onu organizzi una commissione di inchiesta indipendente e non armata che si rechi immediatamente in Siria e verifichi le violazioni dei diritti umani e costruisca le condizioni per elezioni libere e la fine della repressione.

Luisa Morgantini, Alessandra Mecozzi, Loretta Mussi, Vittorio Agnoletto, Riccardo Troisi, Germano Monti, Vauro Senesi, Fabio Marcelli,Ciro Pesacane, Simona Castaldi, Laura Quagliolo, Marco Bersani, Salvatore Cannavò, Franco Russo, Dario Rossi, Rita Lavaggi, Olivia Pastorelli, Karim Metref, Sancia Gaetani, Stefano Tassinari, Riccardo Torreggiani, Paola Canarutto, Tonio Dall’Olio, Alessia Montuori, Massimo Torelli, Piero Maestri, Christian Elia e redazione “E”, Antonio Lupo, Fabrizio Burattini

ADESIONI

Maria Carla Biavati, Antonio Moscato, Roberto Musacchio, Maurizio Gubbiotti, Anissa Manca , Tarcisio Alessandrini, Rodolfo Greco, Sonia Migliaccio, Gabriella Grasso, Luciano Muhlbauer, Emanuela Terzina, Simone Febbo, Amalia Navoni, Milena Mottalini, Massimo Gatti, Donatella Biancardi, Gianni D’Elia, Rosalba Volpi , Giovanni Peta, Mariagiulia Agnoletto, Sarah Grugnetti, Luis Borri, Lara Ali, Fabio Ruggero, John Gilbert, Franco Calamida, Silvana Giannotta, Rosario Nasti, Simone Sibilio, Annamaria Rivera, Vittorio Bellavita, Gianni Alioti, Giuliana Sgrena, Giorgio Forti, Fabio Clerici, Paola Festari, Carla Giovanna Razzano, Lorenzo Declich, Enrico Calamai, Valentina Miserendino. J. Saffirio, Raffaella Del Deo, Manuela Ronchi, Vincenzo Robustelli, Elisa Freudiani, Marisa Caputi, Daniele Stefani, Pierluigi Rossi, Susanna Poole, Betta Crippa, Giuliana Ortolan, Ferdinando Coronati, Stefano Ferrario, Maria Brogli, Edvino Ugolini, Rosanna Piselli, Emma Cappa, Gianna De Masi, Margherita Granero, Andrea Costa , Danilo Molinari, Rosaria Pesenti, Margherita De Ambrogio, Magda Tomei, Emiliano Salvi, Matteo Lenelli, Paolo Agnoletto, Pinky Laderas, Gino Perri, Maria Teresa Gavazza, Maria Biliato, Paola Merlo, Haidi Gaggio Giuliani, Luigi Andriani, Federica Radon, Sandro Barone, Beppe Orlandi, Fabiola Sorti, Pina Piccolo, Mirella Scriboni, Francesco Cecchini, Angela Persici, Silvio Borselli, Gennaro Montuoso, Carlo Enrico Leale, Federica Fortunato, Isabella Barato, Simone Bo, Mariuccia Larocchia, Raffaele Taddeo , Francesco Liberti, Valentina Valleriani, Guiglia Alessandro, Maria Teresa Bindi, Miriam Garavaglia, Michelangelo Lanza, Maria Teresa Siri, Claudio Lombardi, Piero Basso, Lorenzo Bernini, Enrico Monatti, Antonio Casolaro, Antonio Perillo, Raffaele Porta, Antonella Fucecchi, Isabella Mola, Roberto Morgantini, Vesna Scepanovic, Renata La Rovere, Mauro Destefano, Piergiorgio Rosetti, Chiara Vigliano, Antonio Peratoner, Graziella Longoni, Tommaso Fasciani, Alberto Stefanelli, Adel Jabbar, Giorgio Forti, Alessandra Romano, Domenico Musella, Janet Anderson, Maria Cristina Sordilli, Adrian Bravi, Massimo De Santi, Emanuela Zucchini, Maria Calabrese, Pieranna Bonguidi, Mario Cucchi, Mimma Palermo, Maria Teresa Silvestrini, Maurilio Riva, Nadia De Mond, Giampaolo Marcucci, Giulia Cibrariu, Roberto Blandinu, Assia Petricelli, Bruno Neri, Marco Vichi, Laura Favro-Bertrando, Italo Pent  , Ettore Zerbino, Moreno Pasquinelli, Giampaolo Anfosso, MIR Padova, Milli Martinelli, Alessio Di Florio, Khalid Rawash, Max Hirzel, Andrea Riscassi, Rosa Riboldi, Yudy Alexandra Rosero Benavides, Cristina Montali, Goretta Bonacorsi, Enrico Campofreda, Michelangelo Severgnini, Lucia Sartori, Luciano Manara, Ferruccio Missio, Gianluca Paciucci, Domenico Bertelli, Antonio  Bernardini  , Luisa Acerbi, Maria Rosa Tadiello, Pierangelo Monti, Francesco Monti, Daniele Monti, Elena Monti, don Marco Tenderini, Gennaro Massimino, Antonio Stefanini, Enrico Mainenti, Ireo Bono, Raffaella Del Deo, Stefano Nutini, Angelo Rifatte, Manuela Bono, Susanna Sinigaglia, Marina Criscuoli, Franco Fuselli, Rita Bonfiglio, Sandra Collauto, Vanda Talmon, Maria Concetta Gubernale, Maria Moretti, Marinella Chiapasco, Cristina Tuteri, Dora Scotto Lavina , Egle Piccinini, Rodolfo Greco, Paola Slaviero, Michele Fadda, Monica Musri, Fabio Michelangeli, Lucio Triolo, Abdullah Al Atrash, Angela Bernardini, Francesco Montanari, Sara Venturini

mercoledì 11 gennaio 2012

كفى قمع في مصر وسوريا ، الحرية "للشعوب العربية

كفى قمع في مصر وسوريا ، الحرية "للشعوب العربية

ننشر نداء ضد القمع ونطالب بالحرية لجميع الشعوب العربية.
للانضمام :appellosiriaegitto@gmail.com
ان الحاجة للحرية و النضال العنيد من اجل العدالة للنساء و الرجال من المغرب  العربي و الشرق الاوسط لم يتوقف حتى الان في الشوارع المصرية و السورية
كما في بلدان عربية اخرى.
تضاهر الاف الاشخاص لوضع حد للانظمة الاستبدادية و الغير شرعية.. حتى بما 
يسمى ''قوات الامن''  تقمع و تقّتل و تحاول وقف الثورات من اجل الحرية و العدالة و  كرامة الشعب.
انّ الانتخابات البرلمانية في مصر رسميا ''دمقراطية'' لم تضع حداً للحكم العسكري
و اجهات الاكثر تطرفاً لقمع الحركة الدمقراطية و الثورية.
انّ الاحتجاجات و الاضرابات من مختلف القطاعات الفعالة و المضهرات النسائة
هي علامة على المشوار الدمقراطي اللذي يقتصر على الانتخابات فقط, وقبل كل
شيء لا يمكن ان يكون تحت حماية القوات المسلحة.
و كي تستطيع مصر ان تواكب النهج الدمقراطي يجب على الجيش ان يتخلى عن
السلطة سياسيا, اقتصاديا و مالياً.
 ان نظام بشار الاسد في سوريا, يقمع بعنف تضاهرات المعارضة.
   الاف القتلى موثقين من شهود مستقلين
   طرد و اعتقال الصحفيين الغير تابعين للنظام ( او بعض المصالح الاجنبية الاخرى)
  الاف المعتقلين في صفوف المعارضين ''معترف من النظام نفسه
  قمع حرية الصحافة و تقتيل و ضرب الصحفيين بما فيهم راسمي الكركاتير و
 ممثلي منضمات حقوق الانسان
  تطبيق حالة الطوارئ رغم الوعود بالغائها
 ان شرعية نظام البعث قد انتهت منذ فترة و  ليس من الممكن تايدها من طرف
التحالفات الدولية في المنطقة.
  صار الشعب السوري ضحية القمع و الاستبداد من طرف النظام و هو ايظاً ضحة
اهمال المجتمع الدولي و الانظمة العربية (المملكة السعودية, الاردن و قطر في الصف الاول) من شانه ان يقوض الاسد لتثبيت نظام اكثر مرونة لمصالحهم.
  نحن لا نستطيع و لا نريد الاستسلام للاسباب الجغرافية و لاكننا نريد ان نئيد
حق الحرية و العدالة و الكرامة.
  اننا ضد اي تدخل عسكري في سوريا نظراً لما وقع مأخراً في ليبيا من المعانات
و التقتيل الناجم من حلف الناتو ''لحماية'' المدنيين.
   و لان اي تدخل خارجي من شأنه ان يحرم الشعب السوري و القوى ادمقراطة
 و الثورية في حق تقرير مصيره, و اللذي يجعله اسير مصالح القوى العضمى و
 القوى الإقليمية, مما يعني إنهيار اي نتيجة إيجابية للثورة و ضربة أخرى ضد 
 العملية الثورية في العالم العربي و الشرق الاوسط.
  نحن نريد دعم و مساندة الدمقراطيين المصريين في نظالهم من أجل الدمقراطية
 الحقيقية و إحترام حقوق الإنسان و تحقيق العدالة و كرامة الشعب.
   و لهاذا نوجه نداء الى كل الدمقراطيين في إطاليا لتحقيق حملة قوية و واسعة
 النطاق:
 - دعم الشعب السوري و الدمقراطيين المصريين و نهاية القمع
 _ دعم كل الشعوب العربية الثائرة و مساندة القوى الشعبية الثورية المناهظة لقمع
 الأنظمة و العزلة السياسية و الدولية
 _ ضد اي تدخل عسكري محتمل ( من دون ستثناء)
 _لا لأي مهمة NOFLYZONE ( الخطوة الاولى للحرب) لبعث القوات المسلحة
 و إستخدام القواعد العسكرية في إيطاليا
 _ نريد من الامم المتحدة تنظيم لجنة مستقلة و غير مسلحة للتحقيق و مراجعة
 انتهاكات حقوق الانسان و خلق الظروف اللائقة لانتخابات حرة و وضع حد للقمع.

STOP REPRESSION IN EGYPT AND SYRIA

STOP REPRESSION IN EGYPT AND SYRIA,
FREEDOM FOR ALL ARAB PEOPLES
AGAINST ALL FOREIGN MILITARY INTERVENTION IN THE REGION,
DIRECT AND/OR INDIRECT

Subscribe: appellosiriaegitto@gmail.com

The need for freedom and the tenacious struggle for justice of North Africa and the Middle East’ women and the men don’t give up. In the streets of Egypt and Syria - as in other Arab countries - thousands of people are demonstrating again to end authoritarian and illegitimate regimes; and again police and army shoot, beat and kill, seeking to stop the protests for justice , freedom, dignity.

In Egypt formally "democratic" elections does not put an end to the military rule and the repression of the most radical and consequent democratic and revolutionary movement. The protests in Cairo, the strikes of the different workers sectors, the women's demonstrations are all signs of a democratic process that cannot be confined only to elections and above all can not be under the protection of the armed forces.
So that Egypt could really start on the road to democracy, the military must abandon the political power and their economic and financial affairs.

In Syria, Bashar Assad regime is violently repressing opposition demonstrations since almost one year.
Thousands of deaths documented by independent witnesses, expulsion or arrest of journalists unrelated to media "embedded" in the system (or some other foreign interest); thousands of arrests of dissidents, admitted by the same scheme, suppression of freedom of the press, including murder and beatings of journalists, cartoonists, representatives of institutions that defend human rights, continued application of state of emergency despite the promise of a cancellation in fact never occurred.
The legitimacy of the Baathist regime has long been finished and we can’t sustain it on the basis of international alliances in the region.
The Syrian population is several times victim: victim of repression and authoritarianism of the regime; victims of indifference of the so-called "international community" concerned that regional balance can skip a state of "cold" conflict now useful to the interests of U.S., Europe, Israel and other regional powers; victims of the operations of the reactionary Arab regimes (Saudi Arabia, Jordan and Qatar in the first row) that would undermine Assad to install a regime more pliable to their interests.
We can not and do not want to surrender to the reasons of "geopolitics" but we want to align ourselves with the right of freedom, justice and dignity.

We are against any military intervention in Syria. The recent Libyan example showed the suffering, the deaths caused by NATO to "protect" civilians, the unworthy game against people; any foreign intervention would deprive the people and democratic and revolutionary forces of Syria to control the future of their country and its sovereignty, making him a prisoner of the interests of major powers and / or regional powers. In this sense, would provoke the collapse of any positive outcome of the revolt and a further blow to the revolutionary process in the Arab world and Middle East.
We want to support Egyptian democrats in their struggle for true democracy, respect for human rights and justice and dignity.

For this we appeal to all democratic people and forces in Italy to develop a strong and widespread campaign:
• to support the Syrian people and the democratic Egyptians, the end of repression - and to support of all Arab peoples in revolt and to give solidarity to the popular democratic and revolutionary forces; against the repression of the regimes and to support their international political isolation - from the bottom and institutional - that does not involve embargoes against the people;
• against any possible military intervention: no to "humanitarian"missions; no to NoFlyZone (first step of the war), sending troops and the use of military bases in Italy.
We want the UN to organize a committee of independent and not armed investigation in Syria to check the violations of human rights and build the conditions for free elections and an end to repression.